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Appunti di viaggio n. 9 - One of the most spectacular libraries in the world

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Pubblicato da in Impressioni di viaggio ·
Tags: ManchesterRylandsbibliotecaviaggioappunti
“One of the most spectacular libraries in the world”, si legge sulla guida ad uso turistico della John Rylands Library di Manchester. E in effetti la grande biblioteca non smentisce le aspettative. L’edificio della fine del XIX secolo è sopravvissuto alle architetture moderne della città come volle Enriqueta Augustina Rylands per onorare la memoria del marito, imprenditore del cotone e filantropo ottocentesco a cui la biblioteca è dedicata.
L’interno è maestoso con i suoi archi a costoloni, le grandi scalinate e i soffitti a volta. Grandi corridoi con ampie finestre che danno sulla parte interna dell’edificio collegano le diverse sale.
La modernità è stata un tratto caratteristico del palazzo fin dalle sue origini e costituisce, oltre alle pregevoli collezioni di libri, un elemento di interesse: subito fu installato un impianto di filtraggio dell’aria per ridurre l’inquinamento atmosferico di una città come Manchester che guidava il nuovo fenomeno dell’industrializzazione. La biblioteca fu uno dei primi edifici della città dotati di luce elettrica e i servizi sanitari al piano interrato, conservati nella loro forma originale, sono un esempio di efficienza ottocentesca.
Anche solo passeggiare nella grande sala di lettura che occupa il centro dell’edificio e respirare l’odore del tempo che in quel luogo si è stratificato dà un senso di benessere ed è piacevole cogliere l’occasione di fermarsi ad uno degli scrittoi posti nelle nicchie rivolte verso la luce che entra dagli ampi finestroni, un luogo raccolto, appartato pur nella vastità di quegli interni.
Ma è la ricchezza delle collezioni di manoscritti, incunaboli, antichi testi su supporti primitivi che stordisce il bibliofilo e per un momento lo allontana dalla consuetudine: “one of the most spectacular libraries in the world”, appunto. Dalle tavolette d’argilla di origine mesopotamica, alla copia del Libro dei Morti dell’antico Egitto, dal frammento del Vangelo di Giovanni, probabilmente il più antico del Nuovo Testamento, alle varie edizioni del Corano e ai testi ebraici e buddisti. E ancora frammenti di una copia copia dell’Odissea scritta su papiro e risalente al III secolo, la prima edizione dei Sonetti di Shakespeare, le pagine miniate di Chaucer e i nostri Dante e Petrarca: sono solo citazioni alla rinfusa perché tante sono le preziosità che la biblioteca conserva. Ѐ un viaggio nel viaggio che mi è ritornato alla mente quel 22 maggio 2017, ascoltando la radio.



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