Abbastanza - ACT1 - BLOG di Alessandra Nardon - Act 1

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Abbastanza

Act 1
Pubblicato da in Recensioni libri ·
Di Sofia Viscardi mi ha parlato per la prima volta una mia alunna, sua grande ammiratrice. Così, ignara di chi fosse il personaggio, per non perdere terreno con i miei studenti, sono andata a curiosare tra i video che la famosa (ma non per me fino a quel momento) YouTuber propone con regolarità e costanza sulla rete.
 
Tra questi mi sono imbattuta in un ragionamento (piuttosto prolisso, a dir la verità, con una verbosità di quelle che se osassi adottare in classe scatterebbe il riflesso condizionato “mano-alzata-posso-uscire”, ma lì funzionava, evidentemente), un ragionamento, dicevo, sulla difficoltà di conciliare il proprio tempo libero con i compiti e lo studio e l’esortazione agli insegnanti ad andarci piano con troppe richieste (sic!).
 
Siccome quella mia alunna - sì, la fan della YouTuber - era un tipo che curava molto di più il tempo libero che l’impegno domestico (che tradotto dal gergo scolastico sarebbero i compiti a casa), ho ritenuto quel video perfettamente coerente con il suo profilo e me ne sono compiaciuta per la consequenzialità dimostrata dal pensiero ai fatti. Credo tuttavia, per dare a Cesare quel che è di Cesare, che nella sua poca solerzia ci mettesse molto di suo e che come influencer la Viscardi abbia avuto un ruolo marginale su questo tema, semmai di conferma di certezze già acquisite.
 
Ma sto divagando e non è di quell’alunna che volevo parlare ma dell’ultimo libro di Sofia Viscardi, il suo secondo romanzo. Parlare, però, è una parola grossa perché non l’ho letto e così vado solo a naso.
 
Insomma, per farla breve, l’altro giorno, alla fine di una settimana piuttosto faticosa, mi concedo un’oretta in libreria. Trovo Abbastanza, l’ultima fatica della YouTuber, edita da Mondadori. Non resisto alla tentazione. Davanti, oltre al titolo e al nome dell’autrice, due foto di ragazzi che si baciano, quindi suppongo che il tema sia l’adolescenza: mi può interessare. Sulla quarta di copertina leggo: “La scuola, gli amici, l’adolescenza, la matura, l’amore.” Non mi sono sbagliata, e poi continua: “È tutta una questione di essere abbastanza.” Già, può essere… ma mi coglie di sorpresa il “tocco di fioretto” finale: “E io non sono mai abbastanza un cazzo.”
 
Dopo questa presentazione avrei potuto averne abbastanza anch’io ma, non contenta, apro a caso e trovo (mi si perdonino le citazioni poco rigorose, dato che non mi sono appuntata i numeri di pagina, ma credo che l’operazione possa essere ripetuta da chiunque con uguale fortuna): in una  pagina “stronzate”, altra pagina “coglione”, altra ancora “merda”. A quel punto decido che ne ho proprio abbastanza e penso che non consiglierò il libro come lettura per le vacanze a costo di sembrare snob, passata; mi si dica pure vecchia, superficiale perché, lo ripeto, il romanzo non l’ho letto e il mio più che un giudizio è una sensazione, sommaria, per giunta.
Forse mi perdo qualcosa perché l’argomento è di quelli “forti”, lo stile è accattivante. Leggendolo potrei conoscere di più sui gusti dei ragazzi, sui loro comportamenti e riflettere magari su certe scelte editoriali che li interessano. Potrei ma, pazienza, non lo faccio. In compenso mi risparmio qualche parolaccia che di questi tempi è già un gran sollievo.



1 commento
Rosanna
2018-04-23 16:53:15
Mi ritrovo nel tuo giudizio: è già tanto faticoso sopportare le parolacce "orali" che andarsele anche a cercare scritte sarebbe proprio eccessivo! Dispiace anche a me non poter condividere gli interessi con i giovani, ma siccome non mi basta il tempo per seguire i miei di interessi... me li risparmio. Buon lavoro


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