ALTRI CANTI D’AMOR – 43° FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA - ACT1 - BLOG di Alessandra Nardon - Act 1

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ALTRI CANTI D’AMOR – 43° FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA

Act 1
Pubblicato da in Recensioni teatro ·
Tags: MonteverdimadrigaliItria
    

Udite, Donne, udite! I saggi detti
Di celeste parlar nel cor servate:
Chi, nemica d'amor, nei crudi affetti
Armerà il cor nella fiorita etate,
Sentirà come poscia arde a saetti
Quando più non avrà grazia e beltate,
E in vano risonerà, tardi pentita,
Di lisce e d'acque alla fallace aita.
Con queste parole Venere si rivolge alle Donne “nemiche d’Amor”, a quelle che si sono dimostrate crudeli verso gli Amanti e che per questo sconteranno una pena. I versi di Ottavio Rinuccini appartengono al madrigale “Il ballo delle Ingrate” musicato da Claudio Monteverdi. L’opera, rappresentata per la prima volta alle nozze di Francesco Gonzaga e Margherita di Savoia nel 1608, è stata proposta dall’Ensamble Barocco diretto da Antonio Greco in collaborazione con l’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” al 43° Festival della Valle d’Itria che annualmente si tiene a Martina Franca (TA). Quest’anno ricorrono, infatti, i 450 anni dalla nascita del compositore che operò alla corte di Mantova e con le sue opere rinnovò la forma del madrigale introducendo il concetto che è la musica a doversi plasmare sulla parola.
Assieme ad altri due componimenti anch’essi tratti dall’VIII libro dei “Madrigali guerrieri et amorosi” ( Il Lamento della Ninfa, sempre del Rinuccini e il sonetto del Petrarca Hor che’l ciel e la terra), Il ballo delle Ingrate ha dato vita ad un quadro unitario che ha trovato la sua consistenza drammaturgica nel tema, caro a Monteverdi, del contrasto di sentimenti e situazioni. La regia di Giacomo Ferraù ha suggestivamente sfruttato tutte le possibilità offerte dal chiostro di San Domenico, scelto per la rappresentazione: logge, balconi e platea sono diventati altrettanti luoghi scenici. Molto bravi i cantanti e gli attori che sulle coreografie ideate da Riccardo Olivier hanno animato la scena che da dolce e amorosa diventava via via tragica e inquietante tingendosi dei colori dell’inferno. E proprio il colore impresso dal gioco di luci è stato un altro elemento caratterizzante dell’opera con gli interessanti effetti cromatici affidati a Giuliano Almerighi che, interpretando lo spirito delle composizioni monteverdiane, ha sottolineato la bellezza del chiostro illuminando i diversi punti della scena in maniera particolarmente suggestiva. Belli i costumi di Sara Marcucci di ispirazione Liberty nelle scene in cui si parla d’amore e che nelle parti infernali, quando il gioco d’amore rifiutato si trasforma in tormento per le ingrate fanciulle, strizzano l’occhio ad una perversa malvagità piuttosto inquietante ma decisamente efficace.
Alla fine l’Amore vince su tutto, sembra essere il messaggio, ma è un sentimento sofferto come la terzina petrarchesca ben sottolinea:
E perché il mio martir non giunga a riva,
mille volte il dì moro e mille nasco:
tanto dalla salute mia son lunge

ALTRI CANTI D’AMOR
Martina Franca – Chiostro di San Domenico
Dall’VIII Libro dei Madrigali guerrieri et amorosi
Hor che’l ciel e la terra
Lamento della Ninfa
Il Ballo delle Ingrate

Amore Graziana Palazzo
Ninfa Venere Monica Bacelli
Plutone Eugenio Di Lieto
Ingrata Cristina Fanelli
Altre Ingrate Ilaria Bellomo, Arianna Rinaldi, Antonia Fino
Ombre d’Inferno Yasushi Watanabe, Raffaele Feo, Massimiliano
Guerrieri Hikaru Onodera
Lo Sposo Libero Stelluti
La Sposa Giulia Viana

Coreografie Riccardo Olivier
Maestro concertatore al cembalo e direttore d’orchestra Antonio Greco
Progetto artistico Eco di Fondo
Regia Giacomo Ferraù
Aiuto regia Giulia Viana
Scene Alessia Colosso
Costumi Sara marcucci
Lighting  designer Giuliano Almerighi
Ensamble Barocco del Festival della Valle d’Itria
Nuovo allestimento in collaborazione con l’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”




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