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Gorges du Fier (Gole di Fier) - Haute Savoie

Act 1
Pubblicato da in Impressioni di viaggio · 13 Giugno 2019
Tags: FierGorgesGoleMontrottierHauteSavoieAltaSavoia
Una leggenda per raccontare la nascita delle Gole, una storia d’amore non corrisposto…
Si dice che ancora oggi, di notte, si sentano i lamenti del paggio che per amore e per vendetta cadde nel Fier. Ma a raccontarla con ordine questa storia presenta all’inizio lo schema di tante storie con un finale insolito. C’è la bella Diane che il marito geloso, conte di Montrottier, fa controllare da un paggio e lui, a forza di seguirla in tutti i suoi spostamenti, si invaghisce della sua padrona. C’è l’antagonista: il giovane conte di Pontverre che, dopo il solito sguardo, si innamora, ricambiato, della contessa. A questo punto il paggio è ferito nei suoi sentimenti (forse non poteva sperare molto vista la sua condizione di subalterno ma, si sa, l’amore…) e da figura positiva diventa crudele. Riferisce al Montrottier della tresca e li fa sorprendere. Pontverre, che in questo caso non dà prova di grande coraggio né di essere ardentemente innamorato, fugge lasciando l’amata alla sua sorte (si dice che sia stata poi imprigionata nel castello, di solito avviene così…). Il paggio però, per trattenerlo, si attacca alla coda del cavallo. Altra prodezza di Pontverre: con un fendente netto taglia la coda al cavallo (neanche per il cavallo aveva una grande considerazione, a quanto pare) e il paggio cade. Tanta era la rabbia e l’amore ferito di quel povero paggio che, precipitando, scavò una gola poi il Fier fece il resto…


E ci si mise d’impegno perché il canyon provocato dall’erosione è davvero notevole. Durante le piene la portata d’acqua raggiunge livelli molto alti come sta ad indicare un pannello lungo la passerella sul quale si può vedere come è salita l’acqua negli ultimi cento anni durante i periodi di piena. All’ingresso del percorso un cartello avvisa, provocando un certo brividino, che in poche ore può aumentare di oltre venti metri.

Con questo stato d’animo si imbocca la passerella che costeggia la gola, posta a circa venticinque metri dal torrente e che si snoda per un percorso di trecento metri dalla partenza nei pressi del castello di Montrottier. A causa delle piene abbondanti è stata più volte rifatta perché rami e detriti, accumulatisi per la forza delle acque, l’hanno sfondata in più punti.
Al termine del percorso si giunge al Mer des Roches il cui nome non smentisce l’aspetto di quelle grandi pietre levigate che, dopo lo strapiombo, si distendono sul piano. Se si soffre di vertigini è meglio non guardare in basso durante il tragitto ma anche se non si ha questo problema è preferibile rivolgere al fiume rapidi sguardi… anche perché, soprattutto nel percorso di ritorno, ormai abituati all’idea di stare sospesi nel canyon, è piacevole perdersi a ricercare le figure che l’acqua ha scavato nelle rocce…

 





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