Appunti di viaggio n. 11 - Nicosia, la città divisa - ACT1 - BLOG di Alessandra Nardon - Act 1

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Appunti di viaggio n. 11 - Nicosia, la città divisa

Act 1
Pubblicato da in Impressioni di viaggio ·
Tags: CiproNicosiaGoriziaTransalpinaappunti
Cipro è un’isola divisa: la parte sud, la Repubblica di Cipro, è quella greca, al nord, invece, il territorio è conteso perché dalla metà degli anni ’70 è stato occupato dalla Turchia e la Repubblica turca di Cipro del Nord è uno stato non riconosciuto dalla comunità internazionale.
Provai una specie di empatia visitando la capitale della Repubblica di Cipro, Nicosia. La causa, lo capii subito, era la Green Line, un’analogia con la città dove sono nata. Nicosia è infatti divisa in due da tratti di muro, filo spinato, sacchetti di sabbia, una linea di demarcazione presidiata da garitte. Alla divisione arbitraria di una città era abituata, avevo visto tante volte gli effetti negativi (non senza tratti paradossali) di un confine tracciato a tavolino. Per questo la città mi ispirò simpatia.

Un misto di sollievo e inquietudine ci pervase in quel mezzogiorno estivo quando ci sedemmo sotto un enorme platano in una piazzetta poco distante dalla linea verde. L’ombra ci dava il refrigerio di cui avevamo bisogno dopo una mattinata sotto il sole ma la presenza del presidio militare ci lasciava sospesi, con una sensazione di disagio, di colpevolezza, quasi. Il consiglio di un greco-cipriota che ci aveva messo in guardia dal non passare il confine confermò il nostro turbamento. Mi parve di capire che la divisione non riguardasse tanto l’appartenenza ad una nazione o ad un’altra ma il far parte di un’etnia, il sentirsi greci o turchi e che nella contesa i perdenti erano entrambe le popolazioni. All’inizio non capii perché portata a considerare un’invasione come un atto di forza da condannare sempre e comunque e la soluzione ovvia del problema mi sembrava essere il ritiro. Ma le cose evidentemente non sono mai così semplici, una parola sembrava riassumere le cause di quello che era successo e della situazione presente: “enosis”, unione. La crisi di Cipro si deve ricondurre infatti alla pretesa di unificazione dell’isola alla Grecia, sostenuta da quest’ultima e sfociata in un tentativo di colpo di stato contro l’allora presidente Makarios, che si opponeva alla nuova prospettiva politica. La Turchia intervenne a sostegno dei turco-ciprioti, che rappresentavano la minoranza sull’isola, occupando circa un terzo del Paese. A complicare le cose ci si son messi poi gli interessi internazionali e gli equilibri (o squilibri) geo-politici della regione.
Andai a Cipro dopo che il muro di Berlino era caduto. Qualche anno dopo anche la mia Gorizia avrebbe visto scomparire la divisione che la separava da Nova Goriza, la Gorizia slovena. Adesso che gli sbarramenti tra le due città non ci sono più è rimasta solo la piazza Transalpina come simbolo della divisione. Prima separata da una recinzione ad altezza d’uomo, è tornata ad essere un’unica piazza al cui centro, nella pavimentazione, è segnato il confine: di qua l’Italia, di là la Slovenia.
Ma, naturalmente, questa è una storia diversa e l’analogia tra le due città si ferma davanti a un muro.



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