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Appunti di viaggio n. 4 - Motya

Act 1
Pubblicato da in Impressioni di viaggio ·
Tags: viaggioappuntiMotyaMoziaSiciliaTrapani
Ce ne stiamo qui all’ombra dei pini e delle palme, tu con la testa sulle mie ginocchia, ci godiamo il fresco, nell’aria un caldo profumo di fichi si mescola a quello mutevole tra liquirizia e curry dell’elicriso. Parliamo. Di fronte a noi un cane sdraiato ci fa compagnia. Siamo soli su questa panchina davanti alla casa, gli altri turisti si sono dispersi per l’isola. All’imbarcadero ho comprato un grazioso cappellino di paglia ma qui non serve, ci sono le piante che ci proteggono dal sole.
Questa è Mozia.
La laguna dello Stagnone si estende lungo la costa occidentale della Sicilia a nord di Marsala, lì c’è l’isola; ci si arriva solo in barca seguendo l’antica strada appena sotto il pelo dell’acqua e in alcuni tratti ancora visibile. Mozia è stata una fiorente colonia fenicia dell’VIII secolo a.C., oggi appartiene alla Fondazione Whitaker. Fu infatti un Withaker, Joseph, la cui famiglia commerciava in vino a Marsala, che la acquistò e condusse i primi scavi. La casa padronale è diventata un museo che raccoglie i reperti dell’isola e tra essi, quello forse più conosciuto, la statua di un efebo, il Giovane di Mozia.

 
Intanto il profumo di fichi e di liquirizia ci dà un leggero torpore e l’ombra ci invita al sonno. Si sta bene qui a parlare.


Il cane si è alzato, sembrava voler andare via, invece fa un giretto attorno e si sistema di nuovo a terra, più vicino a noi questa volta. Alla spicciolata ritornano i turisti e vanno verso l’imbarco.

Non abbiamo fretta manca ancora molto al tramonto possiamo prendere la prossima barca.



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