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Per caso ... alla radio

Act 1
Pubblicato da in Recensioni libri ·
Tags: educazionedidatticarecensione
Tornando a casa in macchina, come sempre succede, ascoltavo distrattamente la radio con la mente divisa tra l’attenzione alla guida, i miei pensieri e l’orecchio alla musica. Ad un certo punto la radio in sottofondo prende il sopravvento. Quel brano mi ha colpito immediatamente. Forse il modo di parlare con gioviale accento padano, senz’altro i suoni di quel gruppo di musica sperimentale, i Frank Sinutre che in maniera coraggiosa aveva associato la musica alle parole e poi il testo. Un testo ironico, fresco ma nello stesso tempo di quelli che ti toccano dentro.
“Iolanda Pini” è il racconto di alcuni momenti di un’esperienza fatta dal narratore in una casa di riposo come obiettore di coscienza. Con poche pennellate l’autore, Michele Menghinez riesce a cogliere il senso di un’esistenza nello scorrere del tempo. Si vive “tutto”, il tempo naturalmente, senza perderne neanche un istante.
Iolanda Pini è una vecchia signora, bizzarra come i vecchi sanno essere a volte nei modi e nelle risposte, che alla richiesta dei suoi anni ne aggiunge sempre un pochi per arrivare al numero tondo: cento. Una sola volta si avvicina ai suoi novantuno e risponde novanta, salvo poi correggersi in cento. Ma quando alla fine alla consueta domanda di Michele risponde “tutti, ce li ho tutti”, perché gli anni non sono come un giubbotto in saldo, bisogna farli tutti, in quel momento si chiarisce il senso della narrazione.
La poesia di questo racconto che si propone con un’ironia gentile e a cui la brevità conferisce leggerezza sta in quel rapporto tra un’anziana e un giovane, in quel cercarsi solo per scambiare due parole, per chiedersi l'età che già si conosce.
La curiosità per saperne di più è scattata subito, senz'altro favorita dall'accattivante fusione tra la storia e la particolare musica, prodotta oltre che con strumenti tradizionali, anche con dispositivi costruiti dai due ideatori del progetto, Isi Pavanelli e Michele Menghinez. Prendo al volo l'appunto, arrivo a casa e faccio la ricerca in rete, salvo il link tra i preferiti e vado a cercare il testo. L'idea è di proporlo domani ai ragazzi a scuola.
Scopro che l'album si intitola Musique pour les poissons ed è uscito nel 2014 (https://www.youtube.com/watch?v=xRgwmXcz7Yc) mentre la raccolta da cui è tratto il testo è stata pubblicata in e-book nel 2013 e ha un nome molto evocativo Racconti per Pesci del Mare d’Aria.
Lo capiranno il senso dei ragazzi di terza media? Sapranno cogliere l'ironia e distinguerla da una banale presa in giro? Come si porranno di fronte ad un testo non “tradizionale”, che non c'è sul libro ma si può ascoltare con la musica?
Ebbene, l'hanno capito, hanno colto e saputo distinguere, non si sono “annoiati” come qualcuno di loro ha detto leggendo i soliti brani. Hanno gradito molto il testo. Sulla musica invece va fatto un discorso a parte. Devo dire che non tutti hanno visto l'originalità della proposta. Alcuni (pochi) l'hanno apprezzata come qualcosa di insolito, altri invece, e devo dire che erano la maggior parte, avrebbero preferito “una musica più dolce”. Forse li conosco poco perché puntavo molto sull'aspetto musicale, forse sono più conformisti di quanto si creda, forse dalla scuola si aspettano solo proposte prevedibili. Non so. L'esperimento però mi pare riuscito: alla fine è piaciuto e senza dubbio li ha fatti pensare.



4 commenti
Alessandra
2016-12-31 15:18:36
Piacere di ascoltarvi.
Michele K. Menghinez
2016-12-29 23:34:24
Sorpresi e onorati di essere su questo blog, gli autori ringraziano sentitamente per la fiducia accordata loro.
;-)
Act1 - Il blog
2016-12-26 14:41:25
Le buone occasioni ci sono, a volte le migliori arrivano per caso... è proprio vero.
Rosanna
2016-12-26 09:36:31
Bellissima idea, Alessandra! A scuola bisogna veramente inventarsi ogni giorno! Buone vacanze!


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