ACT1 - BLOG di Alessandra Nardon - Act 1

Alessandra Nardon
Alessandra Nardon
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A proposito di un libro mai uscito

Act 1
Harlem Renaissance: quanti conoscono questo movimento? Credo pochi, almeno qui in Italia. Io stessa non ne avevo sentito parlare fino a quando, per caso, mi imbattei in una poesia di una scrittrice afro-americana mai tradotta in italiano, Gwendolyn Bennett. L’argomento mi prese a tal punto che inizia ad occuparmene e scoprii molte cose rispetto a quel movimento che fu, negli anni Venti e Trenta dello scorso secolo, un’occasione di rinascita soprattutto culturale del popolo afro-americano.
Il movimento ebbe anche implicazioni politiche perché si legò ad organizzazioni già operanti che sostenevano la causa dei neri d’America ma non raggiunse la portata di quello degli anni Sessanta rimanendo un fenomeno perlopiù letterario e artistico.
Ciò che mi aveva colpito era stato appunto lo sforzo e l’impegno di affermare i propri diritti attraverso la costruzione di un’identità culturale. Un’operazione ambiziosa che nel suo stesso porsi aveva forse i suoi limiti, quelli cioè di non parlare a tutti ma di rivolgersi prevalentemente ad una élite di intellettuali ed artisti. Un germe che, malgrado non ottenne forse i risultati sperati, lasciò qualcosa alle generazioni successive e ai futuri movimenti di emancipazione della comunità afro-americana.
Addentrandomi nella questione mi colpiva sempre di più il carattere ambiguo della società americana rispetto alla posizione che i neri occupavano (e occupano ancora, possiamo dire). Da un lato una specie di integrazione con l’accesso all’istruzione (seppur limitata nella frequentazione di alcune scuole) e a professioni anche di prestigio come l’avvocatura o l’insegnamento; dall’altro la sopravvivenza, dopo la fine della schiavitù, di fenomeni di emarginazione quando non anche di brutale ostilità come le famigerate leggi jim crow che molti stati adottarono o, nei casi più estremi, di suprematismo bianco che manifestava tutta la sua violenza nella pratica dei linciaggi.
Società poliedrica, complessa, forse ipocrita dove l’essere WASP (White Anglo-Saxon Protestant) costituiva un titolo di merito ma nello stesso tempo voleva mostrare la sua faccia progressista con il miraggio del “self-made man”, una formula che apparentemente offre a tutti quelli che hanno le doti necessarie l’opportunità di determinare il proprio futuro. L’opportunità, appunto, ma c’è da chiedersi quali opportunità ti vengono date quando sei relegato nelle parti marginali della società. Quando anche i locali pubblici, dove tu, nero ti esibisci portando le “tue doti”, il tuo talento, sono interdetti ad altri neri come te: “white only” c’è scritto sulla porta. Ma non serve che ci sia scritto, lo sai perché è questo l’ordine sociale e quello è non è il tuo posto.
Dov’è il posto per un bambino nero? Scriverà Langston Huges nella sua poesia “Merry-Go Round”. Merry-Go-Round è una di quelle giostre circolari, la metafora del mondo, dove non c’è un davanti né un dietro e la domanda dove sia il posto per quel bambino su quella giostra si svuota di senso.
Tutte queste cose mi hanno interessato nel lungo lavoro che ho fatto ma non ho trovato condivisione né grande interesse. Forse l’argomento è troppo limitato, surclassato dal ben più ampio movimento degli anni Sessanta, forse l’interesse si svilupperà in futuro. Forse non sono riuscita a trasmettere la portata della “rinascenza di Harlem” come avrei voluto. Comunque sia quel lavoro sta lì, in attesa.
Mi piace terminare questo racconto con la dedica che Gwendolyn Bennett fece presentando una sua poesia nella serata memorabile al Civic Club, la poesia, divenuta poi famosa, si intitola To Usward, ed è una specie di manifesto:
“Dedicata a tutti i negri conosciuti e sconosciuti che hanno una canzone da cantare, una storia da raccontare o una idea per i figli della terra.”
Ecco, dedicata a tutti quelli che ancora vivono in una condizione di soggezione affinché si possano sentire le storie che anche loro hanno da raccontare.



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recensioni

Alessandra Nardon
16 Mar 2021
E' un piacere per me condividere... A presto!
Sandra Zeugna
16 Mar 2021
Grazie per la condivisione di questa ricerca. L'ho trovata un'opportunità per ampliare le mie conoscenze.
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