W. Heisenberg, "Fisica e Filosofia"
Pubblicato da Alessandra Nardon in Recensioni libri · Sabato 09 Ago 2025 · 3:45
Fisica e Filosofia di Werner Heisenberg uscì per la prima volta nel 1958 in piena guerra fredda ma, come l’autore si chiede in apertura “quello politico è realmente l’aspetto più importante della fisica moderna?”, domanda che viene seguita da quest’altra: “Quando il mondo avrà trovato il modo di adattarsi, nella sua struttura politica, alle nuove possibilità tecniche, che cosa resterà dell’influenza della fisica moderna?”. Le domande sono cruciali perché alla parola “politico” si possono dare almeno due significati: uno più ristretto che riguarda i fatti, gli eventi, il momento storico, l’altro più generale che interessa le dinamiche sociali, i valori, i rapporti tra le civiltà (e molto altro si potrebbe dire).
Ciò che il libro intende evidenziare è il legame della “fisica moderna”, e più in generale della scienza, con “i più tradizionali procedimenti di pensiero” e ritrovare nei portati della tradizione classica alcune idee su cui poi si è sviluppata la scienza. L’obiettivo alto che si propone Heisenberg è di mettere in evidenza in questo confronto il carattere “internazionale” del pensiero, sia esso fisico o filosofico, che possa costituire un territorio comune di dibattito e di crescita delle civiltà. E questo mi pare sia invece l’aspetto squisitamente “politico” del libro.
Al centro del volume, come un perno attorno al quale tutta la trattazione gira è la discussione sulla cosiddetta “interpretazione di Copenaghen” che si sviluppa attorno ad alcune questioni sollevate dalla meccanica quantistica e in particolare dal principio di indeterminazione definito da Heisenberg nel 1927. Secondo questo principio tutte le quantità fisiche che noi possiamo osservare risentono di fluttuazioni imprevedibili determinate dai mezzi di osservazione per cui è impossibile la precisa definizione dei loro valori. Questo è tanto più vero quanto più ci addentriamo nell’infinitesimamente piccolo. Detto in altri termini, non possiamo conoscere in maniera assolutamente precisa contemporaneamente la posizione e la quantità di moto di una particella.
Ma se il principio di indeterminazione è la questione cruciale da cui Heisenberg prende le mosse, il suo discorso si allarga indagando il rapporto tra filosofia e scienza su alcuni concetti in particolare come quelli di spazio e tempo e soprattutto su una questione epistemologica di non poca rilevanza e cioè del rapporto che c’è tra l’osservatore e la realtà. Assieme a questa si impone anche un’altra questione, questa volta di tipo ontologico, costitutivo: di quale realtà stiamo parlando? I progressi della fisica in campo quantistico pongono infatti in discussione non solo una visione del mondo che si basa sulla fisica newtoniana e che, per le macrostrutture, continua a funzionare ma hanno anche in sé il paradosso secondo cui il linguaggio utilizzato negli esperimenti subatomici per la loro preparazione e per descrivere i risultati raggiunti è quello della fisica classica che però gli stessi esperimenti mettono in crisi.
Tutte queste considerazioni aprono la strada e speculazioni di tipo filosofico-esistenziale che riguardano il nostro modo di rapportarci al mondo. Heisenberg ritrova nei pensatori del passato elementi di continuità e a volte di crisi rispetto a questa nuova prospettiva ma quello che intende sottolineare è l’importanza, per la formulazione di una teoria, dell’aspetto filosofico, propedeutico a quello strettamente scientifico ma essenziale nella sua potenzialità creativa. In questo rapporto fecondo tra passato e presente, ma meglio sarebbe dire, futuro, va letta la copertina del libro che presenta una chiave antica di una porta e una chiavetta del computer unite da un anello, un’immagine che sembra anticipare la problematicità del testo.
Leggere questo libro è stato per me ritornare al tempo dei miei studi universitari e alla preparazione della tesi di laurea che di questi argomenti si era interessata. Tuttavia, anche se non si ha uno specifico legame con le due discipline, la lettura, pur presentando delle parti un po’ più complesse, risulta scorrevole e molto piacevole per chi ha un interesse su questi argomenti.
Werner Heisenberg, Fisica e Filosofia, Feltrinelli, Milano 2025.
